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13 lampade iconiche degli ultimi 60 anni
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13 lampade iconiche degli ultimi 60 anni

Atollo, di Vico Magistretti per Oluce

Le lampade che presentiamo in questo articolo sono diventate, nel tempo, icone, che raccontano la storia del design della luce. Ogni lampada racconta un’epoca, una visione del mondo, una sfida tecnica. Progettate tra gli anni Cinquanta e i giorni nostri, queste lampade – o famiglie di lampade – hanno ridefinito il modo di concepire e vivere l’illuminazione negli spazi domestici e pubblici.

Si tratta di vere e proprie icone del design della luce, capaci di influenzare estetica, tecnologia e cultura visiva, ben oltre il loro tempo. Ogni oggetto rappresenta una svolta: nella tecnologia, nella forma, nei materiali.

Dalla precisione ingegneristica della Tizio di Richard Sapper alla monumentalità scultorea di Arco, dei fratelli Castiglioni. C’è chi ha cercato l’equilibrio perfetto, come Michael Anastassiades con la sua IC, chi ha scelto l’ironia barocca e il policarbonato come Ferruccio Laviani per Bourgie, e chi, come Bruno Munari con la sua Falkland, ha trovato la bellezza nella semplicità e nella forza della tensione interna.

Alcune lampade sono nate per stupire – come la fragorosa Porca Miseria! di Ingo Maurer – altre per creare atmosfere leggere e rarefatte, come la Raimond di Moooi. Tutte, però, sono più di semplici oggetti funzionali: sono opere che coniugano progetto e poesia, industria e artigianato, luce e spazio.

Che si tratti della geometria essenziale dell’Atollo, del cielo stellato tecnologico di Caboche, o della forma organica di Artichoke, queste lampade non si limitano a illuminare: abitano. E lo fanno con carattere, storia e, in molti casi, un’ironia leggera che le rende vive.


 

Tizio, Artemide, 1972

Lampada Tizio, di Richard Sapper per Artemide
Lampada Tizio, di Richard Sapper per Artemide

Progettata da Richard Sapper per Artemide nel 1972, Tizio è nata come lampada da ufficio, ed è celebre per la sua forma meccanica ed elegante, priva di cavi visibili tra base e testa. La grande innovazione sta proprio nel sistema di bracci bilanciati e conduttori a bassa tensione (12V) che portano corrente direttamente alla testa orientabile, eliminando la necessità di fili esterni.

La struttura è formata da due coppie di bracci mobili collegati con contrappesi, che permettono un’estrema libertà di movimento e posizionamento preciso della luce. L’intero corpo è in alluminio verniciato nero (oggi disponibile anche in altre finiture) e la sorgente originale era un’alogena a basso voltaggio, sostituita oggi da LED.

La lampada Tizio ha vinto numerosi premi internazionali ed è parte delle collezioni permanenti di diversi musei, tra cui il MoMA di New York.


 

Tolomeo, Artemide, 1987

Tolomeo da tavolo, di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide
Tolomeo da tavolo, di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide

La lampada Tolomeo di Artemide, disegnata da Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina nel 1987, è uno dei prodotti più iconici del design italiano contemporaneo. Ispirata alle lampade da lavoro della tradizione, si distingue per la struttura snodata a bracci mobili in alluminio lucidato, bilanciata da un sistema di molle a trazione, che garantisce estrema flessibilità e stabilità al tempo stesso.

Il diffusore orientabile in alluminio anodizzato permette di dirigere il fascio luminoso con precisione, rendendola ideale per la lettura, il lavoro o l’illuminazione d’accento. Interamente in alluminio, oltre che flessibile è anche molto leggera. La Tolomeo è stata premiata con il Compasso d’Oro nel 1989 ed è nella collezione permanente del MoMA.


 

Arco, Flos, 1962

Arco, by Achille and Pier Giacomo Castiglioni for Flos
Arco, di Achille e Pier Giacomo Castiglioni per Flos

Disegnata nel 1962 da Achille e Pier Giacomo per Flos, ha una forma estremamente riconoscibile, che ne ha fatto un’icona distintiva. Ispirata ai lampioni stradali, Arco nasce dall’idea di illuminare il tavolo da pranzo senza l’ingombro del lampadario sospeso. Il suo tratto distintivo è il lungo stelo arcuato in acciaio inox satinato, regolabile in lunghezza fino a oltre due metri, che consente di posizionare la luce anche a molta distanza dalla base.

La base è formata da un blocco di marmo di Carrara che pesa circa 65 kg che, oltre ad avere una forte presenza scenica, garantisce stabilità. Il blocco ha un foro cilindrico che consente di inserire un’asta, per sollevare la lampada. La cupola, in alluminio lucidato, è orientabile e forata nella parte superiore. È esposta in musei come il MoMA di New York ed è ancora oggi uno dei pezzi più riconosciuti e imitati al mondo.


 

IC, Flos, 2014

IC, di Michael Anastassiades per Flos
IC, di Michael Anastassiades per Flos

IC, disegnata da Michael Anastassiades per Flos nel 2014, è una collezione di lampade nelle versioni da tavolo, da terra, a parete e sospensione, che esprime un’idea di equilibrio sospeso e stabile al tempo stesso. Ispirata al gioco dei giocolieri che fanno roteare sfere sulle punte delle dita, IC si distingue per la sfera opalina in vetro soffiato che sembra “lievitare” con leggerezza su una struttura lineare in metallo.

In tutte le versioni, la sfera luminosa poggia in modo apparentemente precario su una struttura che può essere in ottone spazzolato, nero, cromo o acciaio verniciato, creando un contrasto visivo tra staticità e movimento. La luce è diffusa, morbida e calda, ideale per ambienti intimi e raffinati, dove la luce sembra sempre “galleggiare”.


 

Bourgie, Kartell, 2004

Bourgie, di Ferruccio Laviani per Kartell
Bourgie, di Ferruccio Laviani per Kartell

La Bourgie è un’icona della luce che fonde il barocco con un materiale contemporaneo come la plastica. Progettata da Ferruccio Laviani per Kartell nel 2004, reinterpreta la silhouette di una lampada decorata del passato, realizzandola interamente in policarbonato, trasparente o colorato. La base ha tre livelli decorativi interconnessi, ispirati allo stile barocco, mentre il grande paralume ha un effetto plissé che moltiplica i riflessi quando la lampada è accesa. La combinazione di una forma ricca con un materiale altamente tecnologico genera un effetto elegante ma ironico.

La Bourgie è regolabile in altezza in tre posizioni (tra circa 68 e 78 cm) semplicemente agendo sul montaggio del paralume. Bourgie è un oggetto versatile, che può stare su un tavolo o comodino, o come punto luce scultoreo a terra. Nel 2014, per il decimo anniversario, Kartell ha invitato designer come come Philippe Starck, Patricia Urquiola, Nendo e Lenny Kravitz a reinterpretare la Bourgie, offrendo diverse versioni.


 

Falkland, Danese Milano, 1964

Falkland, di Bruno Munari per Danese Milano
Falkland, di Bruno Munari per Danese Milano

La lampada Falkland, progettata da Bruno Munari nel 1964 per Danese Milano, e tutt’ora in produzione, si ispirava alle lampade in carta di riso giapponesi, cercando un’alternativa più resistente. Da lì venne l’idea di usare un tessuto in filanca, all’epoca molto popolare per le calze da donna, morbido ed elastico.

Con un semplice tubo in filanca e una serie di anelli in alluminio Bruno Munari ottenne una lampada dal grande impatto estetico, semplice e funzionale: la lampada si monta e si imballa facilmente, pesa poco, e restituisce una luce morbida grazie alla trasparenza del tessuto. La Falkland è esposta al MoMA di New York e al Philadelphia Museum of Art.


 

Artichoke, Louis Poulsen, 1958

Artichoke, di Poul Henningsen per Louis Poulsen
Artichoke, di Poul Henningsen per Louis Poulsen

Progettata da Poul Henningsen nel 1958 per il ristorante Langelinie Pavillonen a Copenhagen, la PH Artichoke è uno dei capolavori del design danese: una scultura luminosa che illumina, completamente priva di abbagliamento da qualsiasi angolazione.

La lampada è formata da 72 foglie metalliche, disposte a spirale su dodici file da sei elementi ciascuna, che avvolgono completamente la sorgente luminosa nascondendola alla vista diretta. Questo sofisticato layering genera un mix equilibrato tra luce e ombra, offrendo una luce rilassante e diffusa, e generando una forma riconoscibile che ha fatto di questa lampada un’icona del design scandinavo.

Realizzata ancora oggi artigianalmente, la Artichoke fa parte della collezione permanente del MoMA. Può essere in rame originale con interno rosa pallido, acciaio inox spazzolato o lucidato, bianco verniciato o ottone.


 

Beat Fat Pendant, Tom Dixon, 2009

Beat Fat Pendant, di Tom Dixon
Beat Fat Pendant, di Tom Dixon

La Beat Fat Pendant nasce come elemento principale della collezione di lampade Beat di Tom Dixon, ispirata alle tradizionali brocche per l’acqua che si usano in India. È una lampada a sospensione caratterizzata da un caldo interno dorato, in ottone battuto a mano, un processo artigianale che richiede quattro giorni, e viene eseguito nel nord dell’India.

Disponibile in finitura ottone spazzolato o nero opaco con rivestimento interno dorato, Beat Fat coniuga forme essenziali e sagome generose, offrendo un punto luce incisivo ma elegante. Ogni pezzo conserva le lievi imperfezioni delle piccole ammaccature dell’interno battuto, segno distintivo di autenticità artigianale.

La Beat Fat Pendant è perfetta in composizioni multiple sopra tavoli, isole cucina o banconi. Il cavo, nero, è regolabile fino a circa 250 cm di lunghezza. Semplice e sofisticata, la Beat Fat Pendant esprime una perfetta fusione tra tradizione manuale e innovazione contemporanea.


 

Norm 69, Normann Copenhagen, 2002

Norm 69, di Simon Karkov per Normann Copenhagen
Norm 69, di Simon Karkov per Normann Copenhagen

La lampada Norm 69 è un oggetto iconico del design scandinavo: progettata dall’architetto danese Simon Karkov nel 1969 e prodotta come primo prodotto da Normann Copenhagen nel 2002, ha riscosso riconoscimenti immediati. La lampada a sospensione è formata da 69 elementi in plastica flessibile, si monta a mano senza colla né strumenti, basta piegare e incastrare le parti seguendo istruzioni chiare. Il risultato è una struttura leggera, robusta e durevole, capace di resistere a flessioni ripetute e variazioni termiche.

Disponibile in quattro dimensioni, la Norm 69 diffonde luce soffusa, evitando abbagliamenti grazie alla stratificazione delle lamelle. Realizzata in una particolare plastica ignifuga, è facile da pulire e può stare in diversi ambienti, anche con umidità. In sintesi, Norm 69 è un oggetto che esprime perfettamente il design danese: accessibile, elegante, facilmente assemblabile, coniuga semplicità, estetica e funzione luminosa.


 

Raimond II, Moooi, 2009

Raimond ll, di Raymond Puts per Moooi
Raimond ll, di Raymond Puts per Moooi

Raimond II, nata da un’idea di Raimond Puts, è una lampada a sospensione prodotta dall’azienda olandese Moooi dal 2009. È formata da due sfere concentriche in acciaio inox con una struttura reticolare triangolare, che integra una rete di LED puntiformi; ogni filo metallico conduce elettricità e funziona da struttura portante, eliminando cavi visibili.

Il risultato è una sfera che galleggia nello spazio, come un cielo pieno di stelle. La luce che emana è calda e avvolgente, adatta sia per spazi domestici che pubblici; un oggetto-scultura che unisce bellezza, tecnologia e precisione artigianale, e arreda e illumina al tempo stesso.


 

Atollo, Oluce, 1977

Atollo, di Vico Magistretti per Oluce
Atollo, di Vico Magistretti per Oluce

La struttura geometrica semplice e armoniosa della lampada Atollo, progettata da Vico Magistretti nel 1977 per Oluce, si basa su tre forme pure: una base cilindrica, uno stelo conico e un’ampia calotta sferica. Il risultato è un’icona che si adatta a qualsiasi contesto, e diventa l’archetipo della lampada da tavolo.

Il design fonde estetica e funzionalità: la cupola dirige la luce verso il basso, mentre il cono interno la riflette, creando un gioco di luci e ombre morbido, senza abbagliamento. Atollo è disponibile in due versioni, in alluminio laccato, satinato o verniciato, o in vetro opalino. Premiata con il Compasso d’Oro ADI nel 1979, oggi è presente nelle collezioni permanenti del MoMA (New York), del Philadelphia Museum of Art e altre istituzioni.


 

Porca Miseria!, Ingo Maurer, 1994

Porca Miseria!, di Ingo Maurer
Porca Miseria! , di Ingo Maurer

Icona dell’illuminazione tra le più celebri, la lampada a sospensione Porca Miseria!, ideata da Ingo Maurer nel 1994, è realizzata solo su misura, e viene adattata allo spazio in cui viene inserita. La sua composizione visiva evoca una tavola imbandita esplosa: porcellane, piatti, tazze e posate frantumate sono sospese in un’esplosione congelata nel tempo. (Accessori fantasiosi come farfalle o, dal 2006, statuette di porcellana cinese completano questa magnifica opera d'arte).

Viene realizzata esclusivamente su richiesta per preservare l'originalità del processo creativo. Dal punto di vista tecnico, la lampada è dotata di una presa E27 (con lampada max 250 W) che genera un fascio principale verso il basso, integrata da sei portalampade G9 (con lampade da max 60 W ciascuno) che accendono i riflessi sui cocci sparsi.

I materiali principali sono porcellana, filo metallico e acciaio inox, e ogni pezzo è assemblato manualmente da cocci frantumati, scelti e modellati per creare l’effetto estetico desiderato. Il nome sembra che derivi dall’esclamazione “Porca Miseria”, che in italiano esprime meraviglia, stupore o disappunto.


 

Caboche, Foscarini, 2005

Caboche Plus, di Patricia Urquiola e Eliana Gerotto per Foscarini iconic lamps
Caboche Plus, di Patricia Urquiola e Eliana Gerotto per Foscarini

L’immagine iconica di Caboche nasce dalla composizione: ispirata a un bracciale di perle, è formata da decine (o centinaia, a seconda del modello), di sfere in PMMA trasparente o grigio satinato, disposte su una struttura modulare ad archi, che formano un grande anello (o una forma tonda, a seconda del modello). Progettata nel 2005 da Patricia Urquiola ed Eliana Gerotto, è caratterizzata da una luce che sembra danzare nello spazio.

Quando la lampada è accesa, la luce interna attraversa le sfere, che agiscono come lenti ottiche, riflettendo bagliori e ombre nell’ambiente circostante. La famiglia Caboche comprende molte tipologie: sospensione, plafoniera, lampada da tavolo, da parete e da terra. La versione più recente, Caboche Plus, utilizza LED ad alta efficienza, è dimmerabile e ha un sistema di montaggio “twist‑lock” semplificato, per una luce più brillante e uniforme.

 

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Last Updated on Febbraio 24, 2026 by Editorial Team

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