Now Reading
Breathwork: la pratica silenziosa che aiuta a ritrovarsi
English Deutsch Italiano Español

Breathwork: la pratica silenziosa che aiuta a ritrovarsi

Breathwork a Barcellona con Breaze e Björn Stubner

È proprio vero: respiriamo senza pensarci. Inspiriamo, espiriamo, e andiamo avanti così all'infinito. Lo facciamo attraversando la strada, scorrendo lo smartphone, parlando sopra gli altri a cena. Il respiro è lì, in sottofondo – essenziale, costante, ignorato.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa è cambiato. Sempre più persone si stendono su un tappetino, in stanze silenziose o nei parchi cittadini, con cuffie e occhiali sugli occhi, facendo una sola cosa: respirare. Non meditano. Non si muovono. Respirano, con intenzione, a lungo. Finché qualcosa, dentro, comincia a muoversi.

Questo è il breathwork. Non è una moda, né una novità. Ma è il momento giusto. Perché arriva dove siamo davvero: stressati, svuotati, frammentati. Stanchi di dover sembrare sempre a posto.

 

Breathwork a Barcellona con Björn Stubner

 

L’idea è semplice: usare la respirazione strutturata – con ritmi, tempi e profondità diversi – per regolare il sistema nervoso, elaborare le emozioni e creare spazio. È fisico. È emotivo. Ed è intimo. Non serve parlare dei propri sentimenti. Non serve nemmeno capire cosa stia succedendo. Si respira, e si osserva ciò che emerge.

A Barcellona, un gruppo chiamato Breaze sta attirando sempre più persone, in silenzio. Niente grandi campagne social. Nessun brand appariscente. Solo il passaparola. Il fondatore, Björn Stubner, ex ultra-maratoneta, oggi guida le persone nel breathwork in luoghi autentici, non pretenziosi.  Uno studio di yoga essenziale. Un angolo di parco, con gli uccelli sopra la testa e le cuffie a isolare il resto del mondo.

Björn collabora con numerose aziende internazionali e hotel di lusso, ed è spesso richiesto da personalità conosciute che si affidano a lui per imparare a respirare meglio, più a fondo e in modo più consapevole. Offre diverse forme di breathwork, tra cui Transformative Breathwork, Meditative Breathwork, Functional Breathing e il suo metodo personale, Transformative Flow. Conduce ritiri in tutta Europa e propone un percorso completo di formazione per facilitatori, pensato per chi desidera trasformare questa pratica in una professione.

Björn distingue due approcci fondamentali: la respirazione funzionale e il breathwork trasformativo. Come spiega lui stesso: “La respirazione funzionale serve a migliorare il modo in cui respiriamo nella vita quotidiana. È alla base della salute fisica e mentale, adatta a tutti. La maggior parte delle persone respira troppo velocemente, in modo superficiale, o attraverso la bocca. Il breathwork funzionale ci insegna a respirare in modo leggero, lento e profondo, principalmente attraverso il naso.”

“Aiuta ad aumentare la tolleranza al CO₂, regolare il sistema nervoso e costruire resilienza. Anche un piccolo cambiamento nel respiro può trasformare il nostro modo di sentire, pensare e agire.”

“Il breathwork trasformativo, invece, è un viaggio interiore guidato. Va oltre l’ottimizzazione: è pura esplorazione. Attraverso schemi respiratori specifici e ambienti immersivi, i partecipanti accedono a stati non ordinari di coscienza. Questa tecnica permette il rilascio emotivo, la chiarezza mentale e una riconnessione con una parte più profonda di sé.

Spesso, le persone la descrivono come un ritorno a una verità interiore, un lasciar andare ciò che non serve più e un riscoprirsi in una versione più autentica e incarnata di sé stessi.”

 

Björn Stubner fondatore di Breaze a Barcellona

 

Le sessioni di Björn sono diverse da gran parte di ciò che si trova nel mondo del benessere. Non c’è pressione per ottenere qualcosa. Nessuno ti dice di manifestare o di “pulire i chakra”. Tutto è ridotto all’essenziale: basta sdraiarsi, indossare mascherina e cuffie, e seguire il respiro.

“Con il tempo,” dice Björn, “il breathwork non cambia solo il modo in cui le persone respirano, ma anche il modo in cui vivono. Vedo nascere in loro una chiarezza interiore, una calma crescente. Iniziano a sentirsi più connessi con sé stessi – a livello fisico, emotivo e intuitivo. C’è più consapevolezza, e una fiducia più profonda nella propria direzione. Le persone cominciano a lasciare andare ciò che non serve più: abitudini, convinzioni, zavorra emotiva. Diventano più presenti, più coscienti. Soprattutto, il breathwork aiuta ad accedere a una parte di sé che è radicata, lucida e profondamente viva.”

 

Breathwork con Björn Stubner

 

Ciò che segue è spesso inaspettato. Per alcuni è fisico: formicolii, tremori, il rilascio di tensioni che non sapevi di portare. Per altri è emotivo: riaffiorano ricordi dimenticati. Dolore, rabbia, tristezza, amore. C’è chi piange. C’è chi semplicemente respira e se ne va in silenzio. E va bene così. Non devi nulla a nessuno. Nemmeno una storia.

Non è terapia. Non è un allenamento. E non è qualcosa da condividere sui social. È qualcosa con cui restare. Qualcosa che ti accompagna, mi ha detto una partecipante dopo una sessione.

“Per chi si porta addosso il peso di una perdita, di una fine, o semplicemente la stanchezza di essere troppe cose per troppe persone, il breathwork offre una pausa rara. Uno spazio in cui non devi essere forte, non devi apparire, nemmeno spiegarti. Devi solo respirare.”

 

 

E forse è proprio questo l’aspetto più radicale. Non serve essere in crisi. Non serve essere spirituali. Serve solo un po’ di silenzio. E la volontà di fermarsi.

Il lavoro di Björn con Breaze non ha a che fare con il vendere trasformazioni. Ha a che fare con il farci tornare a casa, dentro noi stessi.Anche il modo in cui le sessioni sono concepite – con musica scelta con cura, senza estetiche forzate – sembra un antidoto ad un mondo in cui tutto è ormai iper-curato. È semplicemente questo.

“Respirare per vivere,” dice, “significa usare il respiro come strumento per vivere in modo più pieno, più consapevole, più autentico. Non si tratta solo di sopravvivere, ma di vivere davvero. Il respiro ci aiuta a rallentare, a sentire di più, a connetterci più profondamente – con noi stessi, con gli altri, con la vita. E più siamo presenti ed equilibrati, più possiamo influenzare positivamente il mondo che ci circonda”.

Non serve molto: solo un tappetino, un po’ di tempo e magari un paio di cuffie. È quel tipo di lusso che dimentichiamo di avere: il nostro stesso respiro, e lo spazio per usarlo bene.

Abbiamo avuto l’occasione di provare il suo lavoro in prima persona e ci è sembrato davvero potente. Per questo, abbiamo deciso di parlarvene.

In una cultura costruita su velocità e rumore, il breathwork offre qualcosa di raro. Non una fuga, ma un ritorno a se stessi.

Visita il sito ufficiale di Breaze per maggiori info.

 

Leggi anche:

 

Last Updated on Luglio 25, 2025 by Editorial Team

I nostri contenuti potrebbero contenere link di affiliazione, che non vi comporteranno alcun costo ma ci aiuteranno a sostenere le spese di produzione. Tuttavia, questo non influisce in alcun modo sulle nostre recensioni o liste. Inoltre, ci impegniamo nel mantenere i contenuti equi ed equilibrati, al fine di aiutarvi a fare la scelta migliore.

© 2025 NOBLE&STYLE Media GmbH. All Rights Reserved.

Scroll To Top