Negli ultimi anni, complice anche la pandemia, il lavoro si sta trasformando, e molte aziende stanno adottando sempre di più lo smart working, che per le persone comporta lavorare dalla propria casa per tempi più o meno lunghi. Anche se per lavorare da casa in genere sono sufficienti un computer e una connessione internet, e magari una stampante, l’arredamento per home office acquista una certa importanza. Innanzitutto dev’essere confortevole ed ergonomico, per consentire di lavorare per anche per diverse ore consecutive. Inoltre, lo stile non è un dettaglio: che vi sia una stanza dedicata o che ci si ritagli un angolo nell’area living o in camera da letto, anche l’occhio vuole la sua parte. Gli arredi per home office, dunque, si adattano ai diversi stili di arredamento. Dal calore del legno alla trasparenza del vetro, dalla morbidezza della pelle alla precisione dell’acciaio, ogni materiale e design contribuisce a creare il benessere necessario per il lavoro nella propria casa.
L’eleganza trasformabile
Una postazione di lavoro che diventa complemento d’arredo, che si inserisce perfettamente nello spazio domestico: è Iren, la scrivania progettata da Kensaku Oshiro per Poltrona Frau. Il design essenziale ma funzionale comprende due piani sovrapposti, che scorrono con un semplice movimento, ampliando la superficie da circa 119 cm a 149 cm quando è necessario. Il piano è rivestito in pelle, mentre la base è in legno massello di frassino, con finitura moka o wengé. L’ergonomia è garantita da un piano inclinato leggermente in avanti, che offre un appoggio più naturale per gli avambracci.
Iren è disponibile anche in una versione a parete, adatta per ambienti più compatti, grazie all’ingombro decisamente ridotto.
La scrivania direzionale che si adatta anche alla casa
Arredi importanti per ambienti importanti: la scrivania Alma, progettata da Palma Amine per Giorgetti, combina materiali naturali, per l’home office che si integra anche negli arredi più sofisticati. In noce canaletto con dettagli in cuoio in diversi colori, Alma ha una piano di lavoro proposto in tre varianti: una versione planare, una con alzata in cuoio e lampada LED a sfioro, e una con doppia alzata, dotata di illuminazione integrata per un miglior comfort visivo. Volendo, la scrivania si può completare con una cassettiera coordinata, anch’essa in noce canaletto con frontali in cuoio e apertura push-to-open.
Per chi vuole l’eleganza formale perfetta, il piano può essere arricchito da una multipresa integrata con prese Schuko, RJ45 e USB ad alta velocità.
Gli anni Cinquanta non invecchiano
Sempre attuali sono gli arredi progettati da Charles e Ray Eames. L’Eames Desk Unit (EDU), progettata nel 1950, è una scrivania che rappresenta alla perfezione lo spirito del design modernista americano del dopoguerra. Realizzata come parte della serie Eames Storage Units, esprime funzionalità e leggerezza in un’estetica industriale, ammorbidita dall’uso di colori e materiali caldi. La struttura è formata da un telaio in acciaio con tiranti a vista e pannelli colorati in compensato disposti in modo asimmetrico, e un piano di lavoro in legno o laminato. Il risultato è un elemento di arredo che si integra perfettamente in diversi contesti, residenziale e professionale.
Ancora oggi prodotta da Herman Miller e Vitra, la EDU è considerata un’icona del design del XX secolo, esposta in musei e collezioni di tutto il mondo.
Il design degli anni Quaranta
Dagli anni Quaranta, un grande classico. Compas di Jean Prouvé, oggi prodotta da Vitra, è una scrivania che esprime tutta la filosofia progettuale del designer francese. Progettata negli anni Quaranta del Novecento ma ancora attualissima, la scrivania prende il nome dalla forma delle gambe metalliche, appunto a compasso, che offrono stabilità e leggerezza visiva,
Il piano, in legno massello o impiallacciato, contrasta con la struttura in acciaio piegato e verniciato, creando un equilibrio armonico tra materiali caldi e freddi.
Le linee essenziali e le proporzioni equilibrate rendono la Compas una scrivania di grande sobrietà formale, che si integra perfettamente in ambienti domestici e professionali senza mai apparire datata.
La scrivania sospesa
Un design discreto che si inserisce in qualsiasi stile di arredamento, dalla personalità decisa, è quello della scrivania Air, progettata da Daniele Lago per Lago. Pannelli laterali in vetro sostengono un piano in legno di rovere, che nasconde un cassetto integrato. La combinazione tra il legno massello del piano e la struttura trasparente crea un effetto di sospensione visiva, rendendo la scrivania leggera e armoniosa nello spazio.
Il piano può essere personalizzato con la finitura XGlass, che offre un’elevata resistenza all’usura, facilità di pulizia e una brillantezza che dura nel tempo.
L’acciaio funzionale ed elegante
USM Haller – il classico del design per ufficio è perfetto anche per l’arredo residenziale. Progettato nel 1965 dall’architetto svizzero Fritz Haller e dall’ingegnere Paul Schärer, lo scrittoio LB54, realizzato in tubi d’acciaio cromato e acciaio verniciato a polvere, si adatta a ogni stile di arredamento grazie all’allure industriale ammorbidita dal colore delle superfici, disponibili in diverse tonalità.
Certificato GREENGUARD e Cradle to Cradle, è l’elemento perfetto per creare un ambiente armonioso per lo smart working.
Il vetro, elegante ed evergreen
Marcell, di Massimo Castagna per Tonelli Design, è una scrivania ideale per arredare l’home office con grande eleganza. Ha piano e gambe in vetro temperato trasparente o fumé, con un contenitore laterale in legno, disponibile in diverse essenze come eucalipto, frassino siberiano e rovere naturale.
Si inserisce perfettamente in diversi stili di arredo, grazie alla leggerezza di linee e materiali, e diventa ancora più funzionale con l’aggiunta di un cassetto o di ante, e di accessori come lo specchio da appoggio.
Il vetro funzionale
La Work Box di Tonelli Design, progettata da Marco Gaudenzi, è una scrivania compatta e raffinata, che afferma la sua presenza in qualsiasi ambiente, nonostante la totale trasparenza, che la fa sembrare sospesa nello spazio. Interamente realizzata in vetro temperato di spessore 15 mm, il design minimalista è arricchito da un ripiano estraibile in legno laccato bianco o in essenza naturale.
Con dimensioni contenute (circa 85 × 50 × 85 cm), è perfetta per home office o studi di dimensioni ridotte; la combinazione tra vetro e legno crea un equilibrio armonioso tra tecnologia e calore materico.
Lo scrittoio della memoria
Ricorda le scrivanie del passato lo scrittoio Missive, di Sam Baron per Exto. Dalla linea essenziale, ha il piano in cuoio e noce canaletto, con finitura al naturale o tinto, e la struttura in ottone, lucido o con finitura nichel o bronzo. Il ripiano è dotato di un vano portaoggetti organizzato in scomparti, e chiuso da un coperchio scorrevole rivestito di cuoio.
Le gambe hanno un doppio profilo: squadrato in alto e cilindrico nei piedi. Grazie alla semplicità del disegno, si inserisce perfettamente in diversi stili di arredamento, classici o contemporanei.
La nostalgia degli anni Cinquanta
Per gli amanti del design scandinavo che strizza l’occhio agli anni Cinquanta del secolo scorso, è perfetta la scrivania Pavilion AV16, progettata da Torbjørn Anderssen & Espen Voll per il brand danese &Tradition. Il piano è in linoleum Forbo, facilissimo da pulire, con bordi impiallacciati, e la struttura è in tubolare d’acciaio.
Di dimensioni molto contenute, permette di integrare un tavolo da lavoro in qualsiasi tipo di ambiente, e le diverse finiture disponibili permettono libertà progettuale agli interior designer.
La sedia ergonomica che ha fatto la storia
Quando si parla di home office, non si può trascurare l’ergonomia della sedia, considerato che spesso lo smart working da casa diventa una forma di lavoro permanente. Una sedia che si integra perfettamente in diversi stili di arredamento ed è al tempo stesso estremamente confortevole ed ergonomica, è Penelope, progettata dal designer americano Charles Pollock per Anonima Castelli nel 1982. Una base a slitta in acciaio sostiene una scocca in rete metallica rivestita in resina sintetica, un materiale molto resistente ma al tempo stesso flessibile e piacevolmente traspirante.
Un tubo in poliuretano avvolge parte della struttura, fungendo da ammortizzatore. Nel complesso, la sedia è in equilibrio tra rigore industriale e sensibilità formale, ed è adatta a diversi contesti, diventando un autentico manifesto del design che ha reso il made in Italy così popolare.
La sedia traspirante
Dagli Stati Uniti, invece, arriva un altro grande classico delle sedie ergonomiche da lavoro: la Aeron, progettata da Bill Stumpf e Don Chadwick nel 1994 per Herman Miller. Anche Aeron ha sostituito l’imbottitura di sedile e schienale con la rete elastomerica Pellicle, una membrana traspirante che si adatta al corpo distribuendo in modo uniforme il peso. In questo modo la sedia non solo migliora la postura e la circolazione, ma mantiene costante la temperatura, evitando il surriscaldamento durante lunghe ore di lavoro.
Nel 2016 Herman Miller ha introdotto una versione rinnovata, la Aeron Remastered, aggiornata nei materiali, nella meccanica e nell’impatto ambientale. Oggi la sedia è realizzata in parte con plastica oceanica riciclata, riducendo ulteriormente la sua impronta ecologica senza compromettere la qualità.
Disponibile in diverse finiture, la Aeron si integra perfettamente anche nell’arredo domestico, per il proprio home office.
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Last Updated on Aprile 17, 2026 by Editorial Team
Architetto e giornalista professionista, Roberta è autrice del libro "Storia del Fuorisalone". Stimata per le sue interviste e i suoi contributi per diverse riviste internazionali, cura per il nostro magazine contenuti dedicati agli ambiti moda e design.



